››Departamento de Medicina Legal y Toxicología › 1° Cátedra de Toxicología - Prof. Dr. Carlos Fabián DAMIN  
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MANIFESTO PER IL BANDO MONDIALE DELL’ AMIANTO

"RICORDARE I MORTI E’ LOTTARE PER LA VITA"

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Original es castellano. Traducción: Benedetto Terracini. Italia

NoI, sottoscritti lavoratori e lavoratrici, ex Impiegati/e, vedovi/e, parenti di malati/e e deceduti/e in conseguenza di esposizioni ad amianto, istituzioni e organizzazioni governative, non governative e accademiche  vogliamo richiamare l’attenzione degli Stati, dei rappresentanti dei Poteri Pubblici, di altre istituzioni scientifiche e universitarie e della opinione pubblica di ciascuno dei paesi della Regione, sul problema sanitario rappresentato dalla persistenza dell’uso dell’amianto in ciascuna delle sue forme, tanto anfiboli quanto serpentini.
L’amianto (o asbesto) è un  silicato minerale che si presenta in forma fibrosa, le cui microscopiche fibre possono scatenare malattie gravi con lunga latenza (15-20 anni dalla prima esposizione), E’ stato vietato in molti paesi del mondo, che ritengono che questa misura sia l’unica  alternativa per proteggere la salute dei popoli. La misura prevede, tra l’altro, il divieto di estrarre, produrre e commercializzare amianto  come tale e in prodotti che lo contengono.
Gli anfiboli e i serpentini generano cancro del polmone (carcinoma broncogeno), del peritoneo o della pleura (mesoteliomi, dipendenti esclusivamente dalla esposizione ad amianto), insufficienza  respiratoria progressiva, invalidante e letale  (asbestosi). Costituiscono un grave problema di salute pubblica e vengono considerati un pericolo evitabile que causa  annualmente  oltre 100.000 morti nel mondo identificate   (ILO, Jukka Takala, Conferenza di Dresda, 2005). Questo numero rappresenta una sottostima.  per la grave sottoregistrazione di casi.  L’uso dell’amianto ha lasciato (e continuerà a lasciare finchè persiste)  una crescente e dolorosa eredità di morti evitabili e di invalidità permanenti, di inutile sofferenza e di dolore legata ad esposizioni intollerabili. Di tutto ciò rendono conto in modo allarmante le statistiche dei paesi sviluppati, che considerano, per i prossimi i decenni,  le malattie legate all’amianto come una delle piu gravi epidemie di malattie non infettive.. 
Nonostante questa innegabile realtà e il peso degli indizi scientifici disponibili che dimostrano i gravi danni determinati da serpentini e anfiboli per la vita umana, alcuni settori dell’industria del crisotilo persistono a negare la sua potenzialità letale e ne promuovono la  vendita, con una interpretazione rischio /beneficio intenzionalmente equivoca. Sicchè l’estrazione mineraria, la macinatura e la produzione di beni di consumo, la commercializzazione, importazione, esportazione e usi vari di amianto ancora si mantengono in diversi paesi della América Latina e del mondo,nei quali l’amianto è da considerare un fattore di disuguaglianza, un determinante negativo della salute, un ostacolo nella strada verso gli obbiettivi del millennio.
Pertanto, a seguito della proposta espressa lo scorso 28 aprile da parte di organizzazioni civili in Perú e Brasile in  memoria delle vittime dell’amianto, con l’adesione della Cattedra di Tossicología della Facoltà di Medicina dell’Università di Buenos Aires, Argentina, e coscienti che – più che un pericolo legato al lavoro, più che un problema di salute pubblica, la questione dell’amianto deve essere considerata un tema legato con i Diritti Umani (Carta di Buenos Aires, 2001),
Noi vogliamo:

  • Riaffermare il nostro impegno a favore della proibizione dell’amianto, in tutte le sue forme, e dell’attenzione medica e giusto riconoscimento e riparazione per tutte le vittime, nei nostri paesi e nel mondo.
  • Riaffermare il predominio della Vita e della Salute a fronte del valore  del lucro che interessi economici e commerciali si attendono a spese del mantenimento dell’uso dell’amianto.
  • Riaffermare la nostra posizione a favore della giustizia socioambientale, ricordando che “l’uomo ha diritto ad una vita sana e produttiva, in armonia con la natura” (Carta della Tierra, Río de Janeiro 1992)  e che è fondamentale “l’impegno ad opporsi alle pressioni che vengono esercitate per favorire i prodotti dannosi e i mezzi e condizioni di vita malsana (Carta di Ottawa per la promozione della salute 1986).

Ci appelliamo, pertanto, alle autorità responsabili dei pubblici poteri e alle influenze che su di esse possa esercitare tutta la comunità dei paesi che ancora mantengono norme permissive per l’uso o il commercio di asbesto, affinchè:

  • Si adotti una  política di totale proibizione dell’amianto
  • Si migliori il livello di identificazione, vigilanza e riconoscimento delle malattie asbesto correlate, in tempi amministrativi adeguati e senza interferenze che attentino contro il diritto di attenzione/riparazione del danno nelle vittime.
  • Si promuova una giusta riparazione alle vittime dell’amianto per i danni morali, economici e/o sanitari che hanno sofferto.
  • Si stabiliscano meccanismi per una informazione completa, verace e opportuna sui rischi vincolati alla esposizione ad amianto, per tutti i lavoratori e lavoratrici esposti/e, indipendentemente dalle condizioni del loro contratto di lavoro..
  • In previsione del fatto che il danno ambientale genererà prioritariamente l’obbligo di ricomposizione, si sollecita di ristabilire le condizioni ambientali precedenti alla estrazione/ industrializzazione dell’amianto, nelle aree dove si sono verificate queste attività.

Ugualmente, vogliamo esprimere la nostra solidarietà ai lavoratori e lavatrici che non possiedono una informazione sufficiente e necessaria sui rischi che corrono in conseguenza della esposizione a tali composti cancerogeno. A loro vogliamo mettere a disposizione una informazione seria e aggiornata, che consenta una migliore libertà di scelta e un maggiore protezione per loro stessi e le loro famiglie.

 
Hanno sottoscritto al 28 de abril del 2009

BRASIL

  • Eliezer João de Souza - si apre 
  • Fernanda Giannassi - Guarda rete virtuale Banimiento fare amianto A.L. 

PERU

  • Rosa vda. di Vasquez / Pablo Liñan - APEVA
  • Carlos Diaz - Segretario Generale Workers' Union Indutex S. A. 
  • Eva Delgado Rosas - AFA-Ban Asbestos Peart. 

ARGENTINA

  • Carlos Damin - Cattedra di Tossicologia. Facoltà di Medicina. UBA 
  • Ana Digon - Ministero della Sanità della Nazione 
  • Eduardo Rodríguez - Ministero della Sanità della Nazione 
  • Mariano Acevedo - Presidente AsArEA 
  • Natalia Fent - AsArEA 
 
Aderiscono fino al 04/02/2010

As pessoas de: BÉLGICA - BOLIVIA - BRASIL - CANADA - CHILE - COLOMBIA - COSTA RICA - ECUADOR - ESPAÑA - EE. UU. - MÉXICO - NICARAGUA - PANAMÁ - PERÚ - REPÚBLICA DOMINICANA - VENEZUELA - ARGENTINA

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  Persona responsable del sitio: Dra. Beatríz Di Biasi - Dr. Carlos Damin - E-mail: toxico1@fmed.uba.ar 
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